Il counseling incide sul benessere delle persone? È uno strumento efficace in questo senso?

Per chi ha fatto del counseling la propria professione la risposta a questa domanda è scontata, la sperimentiamo ogni giorno con i nostri clienti!

Ma la nostra percezione, la nostra esperienza, se non è condivisibile secondo parametri e modalità riconosciute anche da altre categorie professionali, altri punti di vista, altre visioni del mondo, insomma se non è suffragata da evidenze, rimane una percezione soggettiva.

Ecco perché riteniamo importante segnalare che lo strumento del counseling è stato oggetto di sperimentazione in una ricerca che Fondazione ISTUD ha portato a termine per il Ministero del Lavoro e presentato il 9 marzo scorso a Milano. Riportiamo alcuni passi del report:

Il progetto di ricerca Benessere e stato di salute nel mondo dei servizi in Italia: prospettive di genere è nato in risposta al punto f) dell’articolo 1. del bando di ricerca del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 marzo 2010 (protocollo n. 22496) e si inserisce nel quadro dei piani di progettazione e sperimentazione di soluzioni organizzative e gestionali in materia di infortunistica, salute e sicurezza sul lavoro, con riferimento sia ad attività lavorative che a categorie di lavoratori per le quali le conoscenze attuali siano ancora da considerarsi limitate e comunque non esaustive.

In particolare, muovendo da tali premesse legislative, il progetto in oggetto ha inteso sviluppare una conoscenza specifica del benessere all’interno delle organizzazioni di lavoro, con particola­re riferimento al settore dei servizi, coniugando indirizzi di molteplici discipline – scienze organizzative, epidemiologia, medicina sociale e di genere – al fine di individuare approcci sistemici e modalità operative concrete di diagnosi, gestione e promozione dello stato di salute. A tale scopo si è scelto di utilizzare un approccio metodologico innovativo che integra una fase di ricerca desk con una di sperimentazione attiva sul campo.

La fase di sperimentazione ha utilizzato vari strumenti di intervento: formazione, mindfulness e counseling di gruppo. Il counseling è stato applicato in due realtà aziendali, un’associazione di categoria e un ospedale.

Durante il convegno del 28 e 29 marzo, verrà data notizia della pubblicazione della ricerca, che a breve sarà scaricabile interamente dal sito www.istud.it. Un resoconto della fase di sperimentazione sarà disponibile per la pubblicazione insieme agli Atti del VI convegno. Come già anticipato nell’editoriale, il rigore e un lessico condivisibile sono essenziali per garantire un futuro fiorente alla nostra professione. Ci auguriamo quindi che questa esperienza possa essere considerata una best practice da emulare quanto prima!

Alessandra Cosso

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Alessandra Cosso

Alessandra Cosso

Professional Advanced Counselor
Professional Advanced Counselor, iscr. Reg. A0062.Counselor AT (associata AIAT) e giornalista professionista, è consulente organizzativo e docente di Narrazione e Comportamento organizzativi. Svolge attività di Executive counselor e coach nelle organizzazioni con due main focus: il benessere delle persone che lavorano e gli studi su scrittura efficace, linguaggio e narrazione applicati alla vita organizza­tiva. Utilizza infatti la narrazione nel suo lavoro applicandola in diverse forme. È nelle Faculty di Fondazione Istud e di Scuola Holden. È direttore generale dell’Osservatorio nazionale di Corporate Storytelling dell’Università di Pavia e presso il Centro Berne di Milano tiene un workshop sulla narrazione copionale e insegna nei percorsi avanza­ti di Counseling organizzativo. È uno dei referenti del gruppo AssOrganizzazione, che raccoglie i counselor organizzativi in seno ad AssoCounseling. Ha al suo attivo varie pubblicazioni, tra cui Raccontarsela (2013) edito da Lupetti nella collana Storyline.
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